Sindrome metabolica la madre di tutte le malattie

Che cos’è la sindrome metabolica?

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Le varie forme di depurazione periodica dalle tossine presenti nel corpo hanno, tra gli altri, un importante obiettivo: prevenire la sindrome metabolica, quella che gli esperti chiamano ”La madre di tutte le malattie” perché può portare a molti gravi disturbi tipici della nostra epoca, come patologie cardiocircolatorie, diabete e ictus. 

L’organizzazione mondiale della sanità, che nel 1998 ha tracciato le linee guida per affrontare questa sindrome, ne definisce le caratteristiche eccesso di trigliceridi e colesterolo nel sangue, pressione alta, insulinoresistenza. 

Al primo posto tra le cause della sindrome metabolica secondo i ricercatori, si trova la sedentarietà. Si è visto infatti che basta un po’ di movimento fisico per ridurre l’obesità addominale e fare scendere i valori pressione, colesterolo e trigliceridi. 

L’altro importante fattore, però, è la dieta. Solo con un’alimentazione corretta si può evitare gli insulinoresistenza, un termine difficile per definire un problema diffuso nella società contemporanea: l’insulina è l’ormone che il pancreas secerne quando si mangiano zuccheri e che serve per tenere basso il livello di queste sostanze nel sangue.

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Il problema è che, consumando troppo spesso cibi dolci, o i carboidrati raffinati tipici della comune dieta, il meccanismo dell’insulina può arrivare a non funzionare più correttamente fino a indurre l’insorgenza del diabete. 

Inoltre, l’insulina e anche l’ormone che controlla la fame quando fa scendere gli zuccheri nel sangue stimola l’appetito. Ecco perché, se si è abituati a mangiare in continuazione caramelle o snack, si ha sempre fame. 

Bisogna anche tenere presente che tutti i cibi molto raffinati, le bibite gassate pane e pasta bianche, marmellate e prodotti industriali con l’aggiunta di saccarosio, che la scienza definisce” ad alto indice glicemico”, sono pericolosi per la salute. 

Recentemente in nutrizionisti hanno messo all’indice gli elaborati cibi industriali: più un alimento e precotto è soggetto a trattamenti di vario tipo, affermano, più rapidamente lo si assimila. Al contrario, una mela, una carota e altri cibi integrali richiedono uno sforzo più grande da parte dell’organismo per essere demoliti e assimilati, ma sono anche ricchi di fibre e vitamine che ne rallentano l’assimilazione. 

Esiste un sistema rapido( anche se piuttosto empirico e che non deve sostituire il consulto del medico di base) per verificare se si soffre di sindrome metabolica consiste nel misurare il giro vita. 

L’obesità addominale ( la cosiddetta” pancetta”), infatti, rappresenta il primo segnale di questa patologia. Prendete 1 metro da sarta e misurate la circonferenza appena sotto l’ombelico non dovete essere superiore a 88 cm per le donne e 102 cm per gli uomini.

  • Chi corre il rischio di sviluppare la sindrome metabolica?

La sindrome metabolica è molto frequente nella popolazione, e il rischio di sviluppare la sindrome cresce con l’aumentare dell’età. 

Una persona può considerarsi a rischio per lo sviluppo della sindrome metabolica se non svolge attività fisica e se: 

  • è aumentato di peso, specie a livello della circonferenza della vita (questa semplice misurazione è un indice di eccessiva espansione 
  • del tessuto adiposo viscerale, quello, cioè, che si trova all’interno dell’addome e circonda i visceri)
  • ha una storia di diabete 
  • ha elevati livelli di trigliceridi nel sangue 
  • ha elevati valori di pressione arteriosa 

La maggior parte delle persone che ha la sindrome metabolica si sente bene e frequentemente non presenta sintomi, tuttavia queste persone hanno un rischio maggiore di sviluppare in futuro malattie gravi come diabete e patologie cardiovascolari,soprattutto in presenza di familiarità positiva modificare eventualmente le proprie abitudini alimentari. 

  • Come si cura la sindrome metabolica?

Il modo migliore per curare la sindrome metabolica è aumentare l’attività fisica e ridurre il peso corporeo, è inoltre possibile associare farmaci per ridurre la pressione arteriosa e la glicemia.
Se pensi di essere a rischio per la sindrome metabolica parlane con il medico curante o uno specialista, i quali potranno effettuare una diagnosi appropriata, eventualmente, con l’ausilio di indagini di laboratorio.

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  • Conclusioni 

Ricorda che la perdere peso e l’attività fisica sono le armi migliori per prevenire e trattare la sindrome metabolica; è importante sapere se si è affetti o meno dalla sindrome metabolica per poter mettere in atto cambiamenti nello stile di vita prima che compaiano severe complicazioni.

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