L’ EQUILIBRIO E SALUTE: UN’ESPERIENZA DI ARMONIZZAZIONE

L’equilibrio e Salute è “armonia”, in tutti i sensi. Il benessere dipende da una corretta articolazione fra corpo e mente. La salute è un fatto complesso.Quindi essa risulta fondata sull’armonia fra soma e psiche.

La salute è una ed una sola: per realizzarla è indispensabile che il soggetto, cioè l’essere vivente, diventi consapevole ed attivo della sua importanza e di come si faccia a costruirla e preservarla. La psiche non può essere né vista né toccata. Eppure esiste, poiché tutti ne avvertiamo la misteriosa presenza.

L’equilibrio e Salute (anche quella fisica, cioè la “sanità” intesa nel senso ristretto del termine) consiste innanzitutto in una buona pre-disposizione d’animo: un’anima (una mente,una psiche) serena, calma, tranquilla, con le carte in regola per conoscersi e gestirsi, è in grado

di guidare tanto se stessa quanto il proprio supporto fisico (il corpo, il soma). Tanto prevenendo quanto curando. In definitiva: è necessario potenziare la psiche per realizzare l’armonia psicosomatica.

 

L’ EQUILIBRIO E SALUTE  INIZIA DALLA PSICHE MEDIANTE LO

SVILUPPO DI UNA NUOVA SENSIBILITA’

L’essere umano, se vuole essere definito tale, deve tendere ad una sempre migliore “qualità della vita”: una “vita vivibile” costituisce un bene irrinunciabile, il “bene” per eccellenza. Ma per realizzare ciò, bisogna essere attenti e sensibili, cioè psicologicamente vigili. Una soddisfacente esistenza quotidiana coincide con la salute.

E l’equilibrio e Salute non nasce dal caso: è invece il frutto di un’intelligente scelta di vita.
Intelligenza significa cultura e psicologia: cultura della salute e psicologia della salute. La psicologia della salute è la scienza che si occupa del coinvolgimento umano nella prevenzione della malattia e nella promozione della salute.
La psicologia è lo strumento principale per la comprensione dell'”anthropos”. “Anthropos” è una parola greca che significa “essere umano”.
Equilibrio e Salute” vuol dire sapere cosa è Bene e cosa è Male, cosa è Buono e cosa invece è Cattivo per il nostro organismo: per fare ciò occorre tanta sensibilità. Ma essere sensibili è appunto una qualità psichica, che consente di fondere equilibratamente i pensieri con le emozioni, la razionalità con l’intuitività.
“Salute” è un termine che sta a indicare l’abilità nel gestire la propria vita, nelle piccole come nelle grandi occasioni, nelle circostanze importanti e in quelle che importanti non sono (o,forse, non sembrano).Pertanto, è importante il “sentire” (cioè utilizzando l’abilità sensibile) lo stato di salute: il capire come e perché ci si ammala, come e perché si guarisce, ma soprattutto come salvaguardare lo star bene, come prendersi cura del proprio benessere psicofisico.
Progettare la salute vuol dire imparare a pensarla, a pensarla in modo differente, più efficace, più adeguato ai tempi che cambiano, insomma secondo modalità creative.

 

IL CONCETTO DI EQUILIBRIO E SALUTE

SI EVOLVE E SI AGGIORNA

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l’Equilibrio e Salute come una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo ben integrato nel suo ambiente naturale e sociale.Si tende a porre in second’ordine la riduttiva definizione di “salute” come “assenza di malattia”, privilegiando invece il significato positivo: la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.
Accanto alla sanità dell’organismo fisiologico si affianca pertanto la salute della persona. Conseguire questo duplice traguardo significa realizzare uno stato di completo benessere.
Vivere sani non significa soltanto “non essere malati”. Il concetto di salute oggi tende sempre più a identificarsi con il concetto di serenità. Vale a dire che è veramente ”sano” colui il quale è, innanzitutto, ”sereno”.

 

PROGETTARE LA SALUTE, PROGETTARE LA PSICHE

Il “pensare e fare salute” implica necessariamente il “pensare e fare psiche”. Ecco perché diventa indispensabile acquisire una nuova sensibilità. Una sensibilità innanzitutto verso se stessi, verso la parte incorporea, eppur reale: in modo da cogliere le “misteriose” vie del benessere, che già stanno in noi, ma solo potenzialmente, e che di solito vengono trascurate.
Una sensibilità che va fatta crescere attraverso il sapiente uso delle emozioni. Una sensibilità verso la salute, che ci faccia pensare e agire in fondamentale armonia con noi stessi: in definitiva, un intelligente ed efficace progetto di vita.

 

DIVENTARE SENSIBILI PER VIVERE IN EQUILIBRIO E SALUTE

 E’ necessario diventare “padroni” della propria salute: capaci cioè sia di prevenire il malessere sia di promuovere il benessere. La nuova sensibilità dell’essere umano del terzo millennio deve ruotare attorno a queste parole-chiave, le quali costituiscono i pilastri fondanti la psicologia della salute.

Da un punto di vista operativo, bisogna darsi da fare sia nel preoccuparsi quando si sta male sia e ancor più nell’occuparsi quando si sta bene: non angustiarsi per la malattia, bensì affrontarla con equilibrio interiore, imparando a gioire nel costruire la salute, nel quotidiano impegno verso preziosi traguardi.

 

INTEGRARE VARI ELEMENTI

Cosa deve accadere dentro alla persona, affinché si costruisca la salute? Sostanzialmente, devono aversi vari tipi di integrazione: fra emisfero cerebrale sinistro ed emisfero cerebrale destro, fra conscio ed inconscio, fra mente ed anima, fra pensiero ed emozione, fra ragione ed intuizione, fra conoscenza e sentimento, fra pensiero logico-razionale e pensiero oniricocreativo.
Ma perché tutte queste integrazioni? Per affrontare le tensioni quotidiane della vita.

 

SAI AFFRONTARE, SAI GESTIRE LO STRESS?

Lo stress costituisce una risposta dell’organismo a una situazione che richiede un adattamento psicofisico.
Si immagini di dover affrontare una qualsiasi situazione importante (esame universitario, questione professionale, coinvolgimento affettivo). Proprio in quanto non sono neutre, queste circostanze di vita comportano una certa tensione, per cui un certo grado di ansia è non soltanto normale ma anche positivo, in quanto serve a dare una carica sia fisica sia psichica.

In tal caso si ha una soddisfacente dose di allarme, soddisfacente perché l’individuo viene invitato a muoversi.
Altre volte però la tensione può suonare come un campanello di allarme decisamente rischioso. Detto altrimenti, può significare che la tensione psicofisica mobilitata di fronte ad un certo evento è eccessiva e quindi occorre controllarla, pena conseguenze negative.
Per capire bene questo discorso, usiamo l’immaginazione.
La spia del carburante è un esempio del nesso stress-risorse. Quando essa si accende, si è chiaramente in una situazione di allarme lieve (stress), la quale, se ignorata, potrebbe sfociare in una situazione di allarme grave (distress), da mancanza di energia.

Fare in tempo il pieno di “risorse” (carburante o carica psicofisica che sia, visto che il paragone con l’essere vivente regge assai bene), ci permette di riprendere la marcia con sicurezza.

La lancetta contagiri del motore è un esempio del nesso stress-sfruttamento: nella fascia gialla si ha stress, mentre nella fascia rossa si ha distress, con gravi rischi dovuti all’ipersollecitazione meccanica del motore, se si permane a lungo in tale stato.
Il semaforo è un esempio del nesso stress-decisione. Ovviamente la luce verde segnala nessun allarme, mentre la luce gialla ci stimola ad un atteggiamento di attenzione (stress), con una possibilità di scelta abbastanza ampia (frenare e fermarsi, oppure accelerare e sgombrare velocemente l’incrocio).

Ma il problema sorge con la luce rossa che ci sorprende esattamente al centro incrocio (quando cioè non abbiamo ben valutato l’allarme lieve della luce gialla):

in tal caso si piomba in una situazione di grave allarme e pericolo, nonché di confusione sul da farsi (distress).
Il paragone con l’automobile è estremamente significativo. Anche al nostro organismo psicofisico potrebbe succedere di passare da una assenza di allarme ad una presenza di allarme lieve e poi ad una presenza di allarme grave. Anche a noi potrebbe accadere di mal affrontare lo stress, e dover poi fare i conti con il disagio del di stress da esaurimento di risorse oppure da sovra-sfruttamento oppure ancora da dilemma decisionale.
Agli esseri umani capita non di rado di trascurare lo stress/distress personale, rischiando di sprecare le proprie energie psicofisiche, rischiando di “fondere” il motore esistenziale. Ciò accade in quanto si trascura la fondamentale distinzione fra stress e distress, ignorando in particolare che il distress è negativo, è patologico, e che con esso aumenta il rischio di malattia, dalla più banale alla più grave.

 

STRESS, DISTRESS, BURNOUT

Chiariamo ora alcuni termini-chiave a proposito della salute psico-fisica. Aiutiamoci con la figura su tipologia e scala dello stress.
Che cos’è lo stress? E’ una reazione generica dell’organismo vivente quale situazione di allarme aspecifico, cioè una vigile attesa verso non si sa bene che cosa. Come tale è neutro. Che cos’è l’eustress? E’ l’aspetto positivo dello stress: esso risulta utile perché è un segnale che rende attenti e pronti all’azione, e quindi motivati. Un esempio di eustress è la capacità di pensare e agire ricercando gratificazioni (il gioco, lo sport, l’amore, etc.).
Che cos’è il distress? E’ l’aspetto negativo dello stress: esso risulta dannoso perché è un segnale eccessivo o insufficiente, per cui l’organismo non riesce a rispondere al problema. Un esempio di stress eccessivo è il superlavoro che stanca e stronca la persona. Un esempio di stress insufficiente è lo stato d’animo depressivo, per cui la persona risulta incapace di procurarsi stimoli vivificatori.

Un esempio di stress nullo è la deprivazione sensoriale totale e prolungata (un prigioniero in completo isolamento), la quale va a disintegrare l’equilibrio mentale.
Che cos’è il burnout? E’ una condizione per cui l’organismo psicofisico viene sentito come “bruciato”, “fuso”, per cui non si riesce più ad andare avanti sia per la stanchezza sia ed ancor più per la confusione mentale che ne deriva: ci si sente “a pezzi” e non più in grado di recuperare, non si vede la via di uscita dai propri problemi.

Questa particolare forma di distress è sempre più diffusa nella civiltà moderna, la quale viene vissuta come troppo veloce, troppo piena di tensioni, addirittura priva di senso.

 

PSICO-NEURO-ENDOCRINO-IMMUNOLOGIA

Sotto l’azione devastante del distress e del burnout, le risposte di difesa dell’organismo “vanno in tilt” sia nel cervello sia nella psiche. I meccanismi endocrino-immunitari “cedono” di fronte all’overdose da stress. La “spremitura” del cervello fa saltare i meccanismi autoregolativi: vengono provocate reazioni
disequilibratrici sia sugli ormoni sia sulle difese fisiche, per cui il “distillato” risulta compromesso.

Il corpo si trova maggiormente esposto all’aggressione degli agenti patogeni e da qui parte la “ricerca” dell’organo-bersaglio.
L’individuo si ammala nella propria totalità psico-fisica. Proprio in quanto non dissociabile (altrimenti non potrebbe vivere), l’essere vivente cede alla malattia sia sul versante fisico sia sul versante psichico. E ciò è talmente vero che il sistema delle difese (i dispositivi immunologici) funziona male se la psiche è deficitaria, se la reazione di stress è inadeguata, se viene a mancare l’adattamento ambientale.

 

STRESS ED ANSIA

In fondo, la questione dello stress è una questione di adattamento. Si veda la figura sulla quantità/qualità dello stress e dell’ansia. L’organismo che sa adattarsi, resta in salute.
L’organismo che non sa adattarsi, si ammala.
La “sindrome stress” va pertanto valutata con lucidità e freddezza. “Allarme” non significa “disastro”, significa “problema”. Problema risolvibile (e stressante) oppure problema irrisolvibile (e distressante) in funzione del soggetto, in funzione della risorse psico-fisiche dell’organismo.
Qual è il vero nemico da fronteggiare, da controllare, da gestire, da combattere? L’autentico nemico è il distress, nonché il burnout, nonché l’eccesso di ansia.

Per vivere sani e sereni, occorre la “dose ottimale” sia per lo stress sia per l’ansia. Il piccolo grande segreto per la salute è allora il seguente: bisogna guidare la propria esistenza quotidiana in modo da essere giustamente stressati e giustamente ansiosi. Lo stress è il sale della vita, però ce ne deve essere la corretta quantità: un sano stress per una vita in Equilibrio e in Salute.

Quindi: no al distress, no all’ansia eccessiva, sì allo eustress, sì al “personal management” ovvero senso di padronanza verso la propria esistenza.

 

UN ESEMPIO DI AUTODIAGNOSI

Quali malattie possono derivare dall’azione del distress e del burnout?

Tante, soprattutto somatizzazioni, con vari tipi di disturbi.

 

A carico dell’apparato gastro-intestinale: ulcera, gastrite, stitichezza, diarrea, calcoli.

A carico dell’apparato respiratorio: asma, rinite, bronchite.
A carico dell’apparato dermico: irritazione cutanea, eczema, dermatiti in genere.

A carico dell’attenzione: cefalea, insonnia, ipereccitazione.

A carico dell’apparato genito-urinario:incontinenza, infiammazioni, cistiti.

A carico dell’apparato muscolo-scheletrico:reumatismi, artrite.

A carico dell’apparato endocrino: ipertiroidismo, diabete mellito.

A carico dell’apparato cardiocircolatorio: tachicardia, ipertensione.

A carico dell’apparato sessuale: vaginismo, frigidità, anorgasmia, impotenza, eiaculazione precoce o ritardata, caduta del desiderio.
Ci si può quindi domandare: “Sono oppure no in stato di distress/burnout?”, specificando ad esempio nel modo seguente.

* Soffro di insonnia?

* Mi sento emotivamente fragile e sempre troppo coinvolto nelle varie situazioni?

* Ho fenomeni di tachicardia frequenti?
* Provo difficoltà a concentrarmi su quello che sto facendo e a memorizzare?
* Mi sento in ansia?
* Mi sento depresso o irrequieto oppure ancora ho perso il mio solito buonumore?
* Soffro di mal di testa?
* Mangio di più oppure di meno di quanto faccio abitualmente?
* Fumo?
* I miei sogni notturni sono brutti e mi lasciano al risveglio sensazioni spiacevoli?
* Faccio abuso di alcool?
* Uso troppi tranquillanti?
* Non riesco più a ridere e non ho voglia di vedere gli amici?
* Ho frequenti incidenti o malattie?
* Sono scontento di me stesso e vorrei essere diverso?
* Mi capita spesso di contrarre la mandibola o qualche altra zona muscolare?
* Ho sudorazioni abbondanti o frequente bisogno di urinare?
* Ho spesso il respiro affannoso?
* Ho spesso mal di stomaco?
Ho una diminuzione del desiderio sessuale?
* Mi ritrovo improvvisamente impotente oppure anorgasmico?
* Vorrei cambiare tutto della mia vita?

Se ci si ritrova in una o pochissime di queste situazioni, si è come l’automobile in stato di allarme lieve. Bisogna allora fare qualcosa per preservare la propria salute psicofisica che sta diventando precaria. Se invece ci si ritrova in molte di queste situazioni, si è come l’automobile in stato di allarme grave. Bisogna allora fare qualcosa per curare questi disturbi già conclamati.

CHE FARE? FAR SGORGARE L’EQUILIBRIO E LA SALUTE

DALL’ INTERNO DEL TUO ORGANISMO

 

Il segreto è non perdere la calma. Opportunamente affrontati, stress ed ansia possono diventare strumenti di salute e non di malattia. Con la riflessione e l’autoconsapevolezza, non corriamo il rischio di “perdere la testa”. In particolare, con il rilassamento, con il Training Autogeno, con la dolce auto-ipnosi, si può “far fronte” ai problemi suddetti.
La calma interiore profonda: questa è la tecnica vincente proposta dal Training Autogeno.
Cercare, percepire, inquadrare, riconoscere, precisare: tutto questo per meglio agire. La lucida consapevolezza dei problemi psicosomatici è quanto il rilassamento auto-ipnotico ci permette di ottenere, in vista del cambiamento per eliminare il malessere e costruire il benessere. Utilizzare stress ed ansia, invece di farsi sommergere da essi: questo è il piccolo grande stratagemma che il Training Autogeno fornisce.
Il corpo immobile, la mente vuota, le immagini guidate: attraverso questo metodo avviene la terapia autogena.
Con una efficace sintesi fra medicina e psicologia, la sanità e la serenità possono sgorgare “spontaneamente” dal “mondo interno” della persona che si sottopone al trattamento autogeno (si veda la figura sul doppio binario del Training Autogeno).

 

QUALE VITA? QUALE SALUTE? QUALE EQUILIBRIO?

La salute risiede soprattutto nella “cura di sé”, nel “saper prendere cura di se stessi”.
Qualche regola pratica di vita quotidiana? Vediamo un semplice decalogo (numero ormai magico delle norme!):
 Cerca, non appena ti svegli al mattino, di rivolgere a te stesso un buon pensiero in modo da caricarti di energie positive.
 Cerca di non proiettarti con la fantasia lungo l’arco della giornata, creandoti così una situazione di ansia, ma cerca di vivere la tua mattinata, momento per momento soltanto fino all’ora di pranzo.
 Cerca di tenere a bada la tua ansia senza buttarti su un piatto abbondante oppure su un panino ingoiato in due bocconi, ma cerca lentamente di gustare quello che stai mangiando.
Cerca di fare in modo che il tuo pensiero non rimanga costantemente incollato alle beghe di lavoro oppure alle faccende domestiche ancora da sbrigare, se l’ultimo boccone sta ancora scivolando lungo il tuo esofago.
 Cerca di impedire che il tuo pensiero vaghi masochisticamente su tutte le cose negative che ti potrebbero capitare nel pomeriggio, ma usa la tua immaginazione per prendere le distanze da tutto ciò che ti disturba.
 Cerca di impedire alle tue negatività di rientrare la sera a casa insieme a te, ma immagina di scrollartele di dosso facendole cadere sullo zerbino mentre ti pulisci le scarpe.
 Cerca di impedire che gli altri ti riversino addosso le proprio tensioni soprattutto se tu non puoi far nulla per alleviarle ma rischi di trovartici contagiato.
 Cerca di non affrontare la cena con un atteggiamento mentale negativo.
 Cerca di non fare le ore piccole, di non fumare e non bere  caffé‚ o liquori prima di andare a letto, se già ti senti teso.

 Cerca infine di non lasciare il tuo pensiero libero di vagare sulle contrarietà della giornata ma immagina di essere il cacciatore primitivo (giustamente stanco ma non distressato) che si sta rilassando accanto al fuoco in attesa del sonno ristoratore.

 

In definitiva, il corretto “stile di vita” diventa la base per la sanità/serenità.
E’ necessario imparare a “padroneggiare se stessi” sotto il profilo psico-somatico: solo in tal modo diventa possibile distruggere/anticipare il male ed il malessere, nonché costruire/preservare il bene ed il benessere.
In altre parole, bisogna maturare e crescere interiormente, perseguendo l’arte di vivere in salute. L’arte e la saggezza di vivere in modo sano e sereno. Si può pertanto concludere condividendo le parole del poeta latino Marziale: “Non vivere,sed valere vita est” (“La vita non è semplicemente vivere, ma vivere in modo valido e valente, quindi con forza e in buona salute”).